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Registrato: 07/07/07 16:48 Messaggi: 1493 Residenza: Trieste
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Inviato: Mar Feb 05, 2008 10:11 pm Oggetto: Documento del maggio 2007 |
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Analisi e proposte di modifica e/o integrazione dell' Accordo Nazionale ad oltre un anno della sua entrata in vigore (maggio 2007).
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Alla cortese attenzione di:
SI.NA.G.I. aff. S.L.C.-C.G.I.L.
Sig. Ermanno Anselmi
C.I.S.L. GIORNALAI
Sig Massimo Cenci
U.I.L.Tu.C.S. GIORNALAI
Dr. Enzo Bardi
S.N.A.G. CONFCOMMERCIO
Rag. Armando Segretario
FE.NA.GI. CONFESERCENTI
Dr. Giorgio Calabrò
U.SI.A.GI. UGL
Sig. Giuseppe Beltramo
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PREMESSA
Ai Sigg. segretari destinatari di questa proposta si raccomanda la massima attenzione nell' elaborazione delle indicazioni che di seguito vengono riportate e, in particolare, riteniamo irrinunciabile il punto nel quale viene espressamente citato il ricevimento facoltativo delle pubblicazioni para editoriali o, comunque, non assimilabili a pubblicazioni degne della tutela che il Legislatore impone.
L' impegno che le OOSS devono mantenere affinch� passi questa possibilità di scelta della da merce da parte del rivenditore è di vitale importanza per la sopravvivenza del canale edicola.
Vista la concorrenza svolta dalla GDO in maniera non paritaria, impossibile da contrastare da qualsiasi punto vendita tradizionale, è improcrastinabile un provvedimento che liberi il rivenditore dall' obbligo di accogliere tutta la merce diffusa, a prescindere dalla reale capacità di vendita.
Una corretta (puntigliosa e non fraintendibile) definizione di prodotto editoriale, specificando ciò che editoriale non è, potrebbe rappresentare una buona base di partenza per avviare un confronto con le aziende editoriali, fissando dei paletti che impediscano l' arrivo di prodotti che rendono ingestibili le rivendite soffocate da pubblicazioni invendibili che hanno, palesemente, lo scopo primario non di vendere ma di rastrellare denaro, il nostro denaro.
Per fare ciò, è sufficiente che non sia conveniente per l' editore distribuire un prodotto che non ha mercato, se, il costo di distribuzione supera i ricavi, si presume che qualsiasi imprenditore, anche di mediocre capacità, rinunci a riversare sulla rete di vendita vecchi prodotti riciclati il cui ciclo sembra si possa definire con "fine ciclo mai".
Oggi, domenica 20 maggio 2007 la situazione è questa:
Grazie alla possibilità di aggirare le norme sottoscritte ed al farraginoso percorso dei ricorsi all' OCG, solo nei primi mesi del 2007 la rete di vendita ha finanziato alcuni editori/distributori che arbitrariamente hanno imposto l' addebito alla consegna con oltre 38 milioni di euro, cifra stimata per difetto ipotizzando un distribuito di 10.000 copie per testata "non conforme".
Noi non siamo stati a guardare, abbiamo segnalato l' anomalia fin dai primi mesi del 2006, la segnalazione, raccolta in ritardo, pur con l' impegno delle OOSS, non ha prodotto risultati significativi anzi, i soggetti dediti alla distribuzione dei riciclati hanno aguzzato l' ingegno, non più "falsi mensili" che sono sanzionabili ma, gli stessi prodotti proposti ogni mese con precisione svizzera, la morale sarebbe "avete voluto la bicicletta ?".. con quel che segue.
La proposta della FIEG riguardo la definizione di "prodotto editoriale" usa i termini "culturali e intrattenimento"
Con la definizione "intrattenimento" diventa molto labile e incerto il confine tra vero e falso prodotto editoriale.
Nel testo di riforma previsto per giugno 2007, rischiamo di trovare la presenza di questo termine che, renderebbe vano ogni nostro sforzo di successiva modifica, l' esperienza insegna che, per evitare le consuete furbizie, è indispensabile descrivere puntigliosamente le caratteristiche che definiscono le due categorie.
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L' Accordo Nazionale recita:
L' ORARIO DI FUNZIONAMENTO DEI PUNTI VENDITA NON DOVRA' ESSERE INFERIORE ALLE 12 ORE GIORNALIERE, DAL LUNEDI AL SABATO, ED ALMENO SINO ALLE ORE 13 DELLA DOMENICA FATTO SALVO CHE DOVRA' ESSERE INDIVIDUATO L' ORARIO OTTIMALE DI CIASCUNA RIVENDITA IN FUNZIONE DELLE ESIGENZE DI MERCATO DELLE SINGOLE ZONE.
Ne consegue che:
L' agibilità imposta è superiore alle 80 ore settimanali.
A fronte delle immutate condizioni economiche, dell' aumentato carico di lavoro dovuto gli inserti senza una corrispondente ed adeguata remunerazione e, dalla concorrenza effettuata dalla GDO, meglio fornita e senza reali obblighi sulla parità di trattamento delle testate, imposte invece alle edicole, riteniamo che l' agibilità tradizionalmente concordata deve essere rivista.
Se gli editori considerano irrinunciabile un� agibilità di 80 ore settimanali per ogni punto vendita, devono valutare costi/benefici, l' apertura domenicale degli esercizi commerciali, pur liberalizzata, non decolla, i costi non coprono le spese, è un' opportunità colta quasi esclusivamente dalla grande distribuzione.
L' apertura domenicale imposta al 50% dei punti vendita e, l' obbligo di apertura all' intera rete nelle giornate festive infrasettimanali, risulta un impegno non compensato adeguatamente.
Mutuando la formula dei sovrasconti natalizi, va ricercato un adeguamento dei compensi corrisposti nelle giornate festive, quale sarebbe il minimo accettabile di aggio maggiorato, sui quotidiani venduti la domenica e, nelle giornate di festività infrasettimanali, viene rimandato ad altra discussione ma, preme sottolineare che l' argomento dovrebbe essere dibattuto.
Chiediamo inoltre che le forniture di periodici, nelle giornate di festività infrasettimanali, siano circoscritte a quei settimanali o mensili che hanno un calendario di uscite predefinito ed imposto dall' editore, la prassi consolidata di distribuire "tutto" come fosse una giornata feriale, danneggia economicamente la rete di vendita, le pubblicazioni distribuite nel giorno festivo vengono "bruciate", e, il grosso della fornitura consistente nelle ben note cianfrusaglie non trova nessun riscontro commerciale nell' essere distribuito nel giorno festivo se non quello di far lievitare arbitrariamente gli estratti conto.
Sopprimere la soppressione
Nel periodo estivo, in quelle sei settimane che i rivenditori hanno l' opportunità di godere una meritata parentesi, viene soppressa la turnazione domenicale, il diritto al riposo settimanale è inalienabile, se, le esigenze commerciali degli editori richiedono uno sforzo, non può essere concesso gratuitamente, il compenso deve essere adeguato all' impegno richiesto, la valutazione in termini economici di questo sforzo supplementare non può essere inferiore ad un' aggio maggiorato del 100% sulla vendita dei quotidiani praticato a quelle rivendite impossibilitate a godere il turno di riposo quindicinale.
Per rinfrescarci la memoria
Quando la sperimentazione, gli abbonamenti ed i panini ( due al costo di uno ) non avevano ancora espresso appieno gli effetti devastanti di oggi, il fatturato medio per edicola era di 125 milioni di lire annue a punto vendita, con un aggio del 18,77% si evidenzia un compenso lordo di 23.462.500 lire annue, possiamo immaginare la situazione al Sud, con un aggio del 20%, come proposto , si sale, sempre al lordo di costi, spese e tasse ad un compenso di 12.500 euro annui.
Dal 2000 per effetto di supermercati, cut-price, panini, inserti ed abbonamenti super-super scontati il nostro reddito è calato non meno del 20%. I conti, drammaticamente, non tornano, un' edicolante con le condizioni economiche proposte,guadagna in proporzione una tariffa oraria molto inferiore a quella di una collaboratrice domestica, occupazione degnissima ma, non bisognosa di investimenti o capitali iniziali, dovendosi per contro, farsi carico di orari estenuanti, obblighi fiscali e previdenziali, tutto compreso in quella tariffa.
A queste considerazioni e' giusto affiancarne delle altre che riguardano l' avvento e la diffusione di internet, l' informazione diffusa anche tramite questa via, 80 ore alla settimana di apertura obbligatoria sono un costo assolutamente ingestibile, un vincolo che opprime ingiustificatamente la nostra categoria.
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Analizziamo questi articoli dell' Accordo:
L' EDITORE DEFINISCE LA STRATEGIA DI COMMERCIALIZZAZIONE DEL PRODOTTO EDITORIALE QUOTIDIANO E PERIODICO FISSANDO LA POLITICA DI COPERTURA DEL TERRITORIO E LA CONSEGUENTE TIRATURA.
L' EDITORE DETERMINA LA FORNITURA DA INVIARE IN SEDE LOCALE PER SODDISFARE LE ESIGENZE DIFFUSIONALI DEI SINGOLI PUNTI VENDITA, COMPATIBILMENTE CON LE ESIGENZE DI ECONOMICITA' DELL' AZIENDA STESSA
Negli ultimi anni, il problema dell' insufficiente fornitura di pubblicazioni largamente pubblicizzate e di forte impatto sul pubblico, ha creato gravissimi problemi economici e di immagine alle edicole.
Collezionabili, libri facenti parti di collane periodiche abbinate ai quotidiani, dvdteche ed altre testate sono state distribuite in modo dissennato e del tutto insufficiente a coprire le reali necessità delle singole rivendite, contravvenendo all' obbligo previsto nel vecchio Accordo Nazionale, che prevedeva di fornire i punti vendita in base alla reale capacità di smercio.
Poich� le edicole non godono dello spazio espositivo della GDO, limitare i formati di pubblicazioni in cui l' imballaggio è assai più voluminoso del prodotto in vendita.
Siamo l' unica categoria di commercianti (ma lo siamo ?) in Italia che, ai clienti che vogliono comprare, dobbiamo dire quotidianamente "spiacente è esaurito", gli stessi titoli si trovavano, invece, facilmente nella GDO (Grande Distribuzione, supermercati, etc).
Priorità assoluta rivendicare agli editori condizioni più eque !
Dove inizia quello che possono determinare e quello che possono definire gli imprenditori edicolanti?
Nessun potere decisionale su nessuno degli aspetti che riguardano la nostra fonte di reddito.
La base degli iscritti richiede unanimemente l' impegno delle direzioni sindacali a rivendicare
che siano "LIMITATE" le disparità di trattamento tra GDO e rivendite tradizionali.
Un danno, forse maggiore , si sta verificando a causa degli sconti sugli abbonamenti praticati dall' editore, in questi tempi in cui nel commercio è permessa ogni pianificazione con minimi margini di errore, si rafforza sempre più la convinzione che le inesattezze e le insufficienze siamo volutamente attuate per convogliare sempre più i lettori sugli abbonamenti e sulla fidelizzazione che ne consegue, a danno dell' intera categoria che imbrigliata nel prezzo fisso non può in nessun modo difendersi con armi pari.
Riteniamo sia doveroso tutelare la nostra categoria da questa forma di concorrenza sleale, il problema "abbonamenti" era stato sapientemente trattato nell' Accordo Nazionale del 1972 oggi, anno 2007, a fronte delle "provvidenze" statali, la rete di vendita viene sfruttata per commercializzare le prime uscite infarcite di proposte d' abbonamento super scontate, il rivenditore si trova ad operare come "dispensatore di pubblicità", avvilente situazione essere costretti a lavorare contro se stessi.
Le spine nel fianco abbOnamenti & abbInamenti
L' orientamento degli editori di quotidiani è molto chiaro, decine di inserti stanno invadendo le edicole veri e propri magazine con fogliazione pari o superiore a quella di settimanali e mensili, regalati o, ceduti ad un prezzo simbolico insieme al quotidiano.
Sono sempre più i clienti che lasciano sugli scaffali riviste a prezzo pieno in favore di questi supplementi, tutto questo comporta notevoli perdite di incasso per le edicole. non è giustificato che Novella 2000 o Intimità ci riconoscano un aggio superiore al Corriere con allegato l' inserto Orologi, l' apertura della Scala, l' inserto regionale e Io Donna con magari Casa e, aggiungiamo tutte le pubblicazione che giungono in edicola banded (due7tre periodici al prezzo di uno).
Non può più essere l' aggio in percentuale a determinare il nostro compenso.
Perch� le edicole devono vedersi riconoscere il giusto aggio solo se li vendono abbinati, per esempio, Il Resto del Carlino + Gazzetta dello Sport venduti a euro 1,00 con aggio su euro 2,00, mentre per Telesette + Viversani venduti insieme a euro 0,80 oppure Chi + Donna Moderna venduti a euro 2,20 non deve essere riconosciuto l' aggio sul prezzo pieno delle due testate solo perch� giungono in vendita cellophanati? Queste strategie commerciali producono profitti dal mercato pubblicitario che basandosi su dati diffusionali gonfiati dagli abbinamenti, falsano il mercato e raschiano risorse alla rete di vendita che ha già gode di una fetta insufficiente.
Il compenso da richiedere, adeguato all' attuale situazione, non può essere quantificato da una quota fissa, il costo per l' editore deve essere tarato sulle caratteristiche intrinseche del prodotto che vuole abbinare.
Si sono verificati episodi paradossali, centinaia di volumi scaricati sui marciapiedi, un lavoro di facchinaggio per l' edicolante e "la" edicolante, uno sforzo ed un impegno remunerato con una manciata di centesimi. NO GRAZIE
Viene omessa la parte che originariamente proponeva una "lista" identificando i vari costi addebitabili all' editore valutando la "consistenza" del prodotto distribuito.
Rimandando queste decisioni alla dirigenza, ci basta sottolineare che deve essere sancito il principio della "giusta remunerazione" cioè, in caso di prodotti proposti sottocosto, non sarà un' aggio a determinare il compenso o comunque, non un' aggio sul prezzo "PROMOZIONALE"
Extra compenso richiesto per i periodici che godono di "provvidenze" governative
(anche indirette tipo tariffe postali agevolate)
Si chiede che l' aggio praticato alla rete di vendita sia inferiore di 5 punti
a quello praticato agli abbonati ( 5% che copre le spese di distribuzione)
ENCICLOPEDIE
30% calcolato sul prezzo normale di vendita, compresi i numeri 1 e 2 venduti in cut-price
RICOPERTINATI
50% con ricevimento facoltativo
EXTRA PERIODICITà
50% con ricevimento facoltativo
EXTRA QUOTIDIANI, SETTIMANALI E MENSILI
50% con ricevimento facoltativo
CONTRATTO ESTIMATORIO
Applicazione alla lettera di quanto previsto dalla legge
quindi :
i quotidiani e settimanali si pagano dopo una settimana i mensili dopo un mese al netto della relativa resa. Gli extra mensili li pagheremo al venduto.
Il contratto estimatorio esiste solo se si paga il venduto, non il fornito.
Informatizzazione
E' stata lasciata "carta bianca" ai distributori locali, i costi frenano la diffusione e, non sono giustificati per il servizio offerto, com' è stato "contrattato" per il trasporto, il costo va suddiviso tra i soggetti che ne beneficiano, editore/distributore/punto vendita, un contributo "equo" da parte del punto vendita non può superare i 120 euro annuali (un terzo dell' attuale costo).
Il sistema tedesco
La proposta del SI.NA.G.I. di avvicinare il sistema distributivo editoriale italiano a quello tedesco e' ben accolta, riteniamo interessante la facoltà di rifiutare, dopo tre episodi di invenduto le pubblicazioni ritenute invendibili nel proprio esercizio.
Nel proporre un simile modello, bisogna tenere ben presente che noi italiani, siamo meno ligi al rispetto delle norme, è una fatto culturale che va tenuto in seria considerazione ed inoltre, rischiano di sfuggire a questa norma tutte quelle pseudo - pubblicazioni che escono una o due volte l' anno che, sfruttando la stessa testata propongono prodotti diversi sui quali non è possibile determinare un andamento storico.
In questo caso diventa impossibile difendersi da cartelle contenenti giochi per l' infanzia oppure tatuaggi, ciondoli, anelli, collane, calendari e la miriade di prodotti paraeditoriali.
Occorre stabilire un confine preciso e inconfutabile tra prodotto editoriale di natura informativa e tutto il resto che può essere assimilato ad un qualsiasi prodotto commerciale e quindi non bisognosi di particolari tutele legislative, decide il mercato.
Garanzie e solvibilità & abusi e soprusi
Eventuali forme di garanzia riguardanti la solvibilità del rivenditore, non potranno in nessun modo essere concordate localmente, le strutture sindacali, tutte, in modo unitario, contratteranno delle regole alle quali dovranno attenersi la totalità dei distributori locali operanti nell' intero paese.
Le "sentenze" dell' Organo di controllo e garanzia.
L' attuale normativa si è rivelata insufficiente a tutelare i rivenditori, una sentenza emessa fa "giurisprudenza", deve essere evitato di dover "ricorrere" per lo stesso tipo di inadempienza.
Quanto il giudice ha "sentenziato" diventa parte integrante dell' accordo, il distributore "NON" può rifiutare in resa una pubblicazione nuova se una sentenza ha già decretato quale deve essere la modalità di addebito e l' editore si ostina a pretendere il pagamento alla consegna malgrado la sentenza avversa.
Parola "FINE" su CARD, RICOPERTINATI, BUSTE, COLLEZIONI, CARTONCINI con allegato
ART. 7 categoria "C" la PROPOSTA
viene modificato e vengono tolti tutti i riferimenti nelle categorie A & B ai prodotti ricopertinati e ridistribuiti, tutte le pubblicazioni già passate nel circuito edicole trovano la loro collocazione naturale nella categoria "C".
Proposta di modifica identificazione della categoria C
Prodotto ridistribuito costituito da confezione di diversi numeri della stessa pubblicazione, oppure da una busta o da altro contenitore contenente pubblicazioni varie già immesse in precedenza nel circuito distributivo, in forma commerciale singola o accorpata anche essendo provvisto di numero progressivo, periodicità e codice a barre.
Rientrano in questa categoria le carte da collezione "anche se"commercializzate come mensili il cui valore commerciale è determinato dalla carta da collezione allegata e non da una reale pubblicazione cartacea il cui valore commerciale è determinato dai contenuti, numero di pagine e qualità della pubblicazione.
Rientrano in questa categoria tutte le pubblicazioni commercializzate come mensili il cui valore commerciale è determinato dal prodotto multimediale allegato se non facente parte di una iniziativa editoriale che consiste in collane di nuova edizione con uscite periodiche programmate e rese note all' uscita del primo numero.
Per "riedizione" e "ristampa" si intendono le pubblicazioni che hanno le caratteristiche fisiche assegnate a questi vocaboli dal dizionario della lingua italiana che recita:
RIEDIZIONE: successiva edizione di opere già edite riproposta al pubblico, vecchia di vari anni e da tempo fuori circolazione; tecnicamente la riedizione è possibile stampando nuove copie.
RISTAMPA: stampare di nuovo; ripubblicare senza sostanziali modifiche un' opera per lo più esaurita, il ristampare, l�essere ristampato; nuova stampa di un�opera, priva di modifiche o di correzioni rispetto alla precedente.
Pertanto
Tutte le pubblicazioni già passate nel circuito edicole, indipendentemente dallo sconto concesso, possono essere rfiutate dal rivenditore, avendo già precedentemente assolto gli obblighi di legge che tutelano la libertà di stampa, obbligo che sarà nuovamente assolto in caso di reale ristampa o riedizione ma non in caso di ridistribuzione di prodotti provenienti dalle rese degli invenduti.
Disposti alla lotta (dura)
Le direzioni nazionali sono invitate a prendere in considerazioni forme di lotta più incisive, comportamento che nel corso degli anni si è cercato di evitare ma che, oggi, considerando che le rivendicazioni sono irrinunciabili per la sopravvivenza, previa sensibilizzazione della categoria, devono essere messe in preventivo.
Nota finale:
Alla stesura di questo documento, nato da una costola di un precedente elaborato messo a punto da alcuni colleghi e colleghe nel 2003, oggi, hanno collaborato i frequentatori del forum messo a disposizione dal SI.NA.G.I., una sala "assemblee" virtuale dove, ci si può esprimere scambiando opinioni ed esperienze, abbiamo cercato di focalizzare problemi comuni a tutto il paese, i più anziani hanno calmierato le istanze dei giovani che hanno la giusta energia per pretendere e puntare in alto, ma forse non consci che chi abbiamo davanti ha una forza contrattuale ben diversa di quella che possiamo vantare noi, l�auspicio è che anche i colleghi impegnati nel sindacato valutino con la dovuta attenzione le richieste, le proposte ed i suggerimenti fissati in questo documento comune.
Augurando buon lavoro e restando in attesa di una risposta inviamo distinti saluti.
un gruppo di rivenditori
utenti del
Forum SI.NA.G.I. _________________ Gianfranco
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