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Registrato: 07/07/07 15:48 Messaggi: 1538 Residenza: Trieste
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Inviato: Mar Mag 06, 2008 4:20 pm Oggetto: Lettera aperta del 2003 |
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Lettera Aperta
Al Sig. Ermanno Anselmi (SI.NA.G.I.)
Al Sig. Armando Segretario (Snag)
Al Sig. Giorgio Calabrò (Fenagi)
Al Sig. Enzo Bardi (Uil Tucs)
Al Sig, Giuseppe Beltramo (Usiagi UGL)
Dopo aver letto copia delle richieste che le strutture sindacali hanno
fatto pervenire alla FIEG per il rinnovo del contratto, siamo rimasti
senza parole e con un sapore amarissimo in bocca. Francamente, non
riusciamo a capire come si possano fare proposte che consideriamo un
insulto alla nostra professione. Ci sentiamo svenduti. Umiliati.
Traditi da una classe di rappresentanti che nostro malgrado decide del
nostro futuro professionale.
Ci chiediamo con quale senso di responsabilità e rappresentanza, dopo
anni di discussioni e inviti a rendersi conto dei reali problemi degli
edicolanti, in qualità di presidenti dei rispettivi Sindacati abbiate
potuto proporre per la firma simili condizioni.
1. L'EDITORE DETERMINA LA STRATEGIA DI POSIZIONAMENTO DEL PRODOTTO SUL
MERCATO, DEFINENDO LE VARIABILI DI MARKETING RELATIVE ALL'OFFERTA DEL
PRODOTTO EDITORIALE QUOTIDIANO E PERIODICO
Come dire: volete sapere l'aggio che riceverete sulla vendita, per
esempio, di Vanity Fair? Dipende dalle strategia di marketing della
Condè Nast. Può variare del 90% come è accaduto nell'ultimo mese,
quando abbiamo avuto l'opportunità di venderlo prima a euro 1,90, poi a
euro 1,50, poi euro1,00, poi ancora a euro 1,50, poi ancora a euro
1,00. E se a seguito di queste vistose riduzioni (il 90% in meno non è
uno scherzo) di aggio, gli edicolanti non riescono a pagare l'estratto
conto? Dove sono le garanzie per tutulare la categoria che realizza
reddito solo sul venduto effettivo e sul prezzo imposto dall'editore?
2. L'ORARIO DI FUNZIONAMENTO DEI PUNTI VENDITA NON DOVRA' ESSERE
INFERIORE ALLE 12 ORE GIORNALIERE, DAL LUNEDI AL SABATO, ED ALMENO SINO
ALLE ORE 13 DELLA DOMENICA. FATTO SALVO CHE DOVRA' ESSERE INDIVIDUATO
L'ORARIO OTTIMALE DI CIASCUNA RIVENDITA IN FUNZIONE DELLE ESIGENZE DI
MERCATO DELLE SINGOLE ZONE.
L'agibilità offerta dalle OOSS, e quindi OBBLIGATA, è di più di 80 ore
settimanali. A fronte delle immutate condizioni economiche,
dell'aumentato carico di lavoro dovuto agli inserti senza
corrispondente retribuzione degna di nota, della concorrenza effettuata
dalla GDO meglio fornita e senza reali obblighi sulla parità di
trattamento delle testate imposte invece alle edicole, come è possibile
proporre la stessa agibilità di ore?
Qual è il giusto compenso per un lavoratore dipendente che presta la
sua opera 12 ore al giorno? Senza tenere conto che un edicolante non è
un lavoratore dipendente ma un imprenditore con tutti gli oneri fiscali
e previdenziali che comporta. Facendo un rapido calcolo dell'affitto
(oppure del costo di suolo pubblico richiesto dai comuni), del
riscaldamento, della luce, del telefono, dello smaltimento rifiuti,
dell'INPS, dell'INAIL, della tassa sulla salute, del commercialista,
dell'IRPEF, degli interessi passivi (per citare le voci più ricorrenti
di costi fissi), non è eccessivo chiedere una contropartita economica
di 15 euro l'ora LORDI. 15 euro per 80 ore settimanali danno un
compenso lordo di 1.200 euro la settimana. Ovvero, circa 5.000 euro di
compenso lordo mensile. Tenendo conto che ogni edicola si avvale di 1,5
persone in media, arriviamo ad un compenso di 7.500 euro lordi mensili.
Se gli editori vogliono un’ agibilità di 80 ore settimanali per ogni
punto vendita, se gli editori vogliono decidere cosa e quanto inviare
ad ogni edicola, devono sapere che il costo che debbono sobbarcarsi è
di 7.500 euro MENSILI per ogni edicola, che a questo punto esaudirà
ogni desiderio degli editori.
La realtà, invece, è ben diversa. Ed è lentamente ma inesorabilmente
precipitata negli ultimi 10 anni. Prendendo, per esempio, la fotografia
delle province opulenti del Nord scattata 3 anni or sono - quando
ancora la sperimentazione, gli abbonamenti ed i panini non avevano
ancora espresso appieno gli effetti devastanti di oggi - il fatturato
medio per edicola era di 125 milioni di lire annue a punto vendita. Con
un aggio del 18,77% si evidenzia un compenso LORDO di 23.462.500 lire
annue. Lascio immaginare la situazione al Sud. Con un aggio del 20%,
come proposto dai sindacati degli edicolanti, si sale, sempre al LORDO
di costi, spese e tasse ad un compenso di 12.500 euro ANNUI. Dal 2000
il nostro reddito, per effetto di supermercati, cut-price, panini,
inserti e abbonamenti super-super scontati è calato non meno del 20%.
I conti, drammaticamente, non tornano. Un edicolante con le condizioni
economiche richieste dalle sigle sindacali, guadagna in proporzione una
tariffa oraria molto inferiore a quella di una collaboratrice
domestica, dovendosi -per contro - far carico di orari estenuanti,
obblighi fiscali e previdenziali, tutto compreso in quella tariffa.
E' una proposta iniqua ed umiliante. E' vergognoso che le OOSS
richiedano le condizioni proposte senza tenere conto di tutti questi
fattori!
3. L'EDITORE DEFINISCE LA STRATEGIA DI COMMERCIALIZZAZIONE DEL PRODOTTO
EDITORIALE QUOTIDIANO E PERIODICO, FISSANDO LA POLITICA DI COPERTURA
DEL TERRITORIO E LA CONSEGUENTE TIRATURA.
4. L'EDITORE DETERMINA LA FORNITURA DA INVIARE IN SEDE LOCALE PER
SODDISFARE LE ESIGENZE DIFFUSIONALI DEI SINGOLI PUNTI VENDITA,
COMPATIBILMENTE CON LE ESIGENZE DI ECONOMICITA' DELL'AZIENDA STESSA
Negli ultimi anni, il problema dell'insufficiente fornitura di
pubblicazioni largamente pubblicizzate e di forte impatto sul pubblico
ha creato gravissimi problemi economici e di immagine alle edicole.
Collezionabili, libri facenti parti di collane periodiche abbinate ai
quotidiani, dvdteche ed altre testate sono state distribuite in modo
dissennato e del tutto insufficiente a coprire le reali necessità delle
singole edicole, contravvenendo all'obbligo previsto nel vecchio
Accordo Nazionale, che prevedeva di fornire le edicole in base alle
possibilità di vendita. Siamo esausti di essere l'unica categoria di
commercianti in Italia che ha clienti che vogliono comprare, a cui
dobbiamo dire quotidianamente "Spiacente è esaurito". Gli stessi titoli
si trovavano, invece, facilmente nella GDO (Grande Distribuzione,
supermercati, etc). Possibile che nessuna firma sindacale abbia pensato
a proporre agli editori condizioni più eque?
Dove inizia quello che possono determinare e quello che possono
definire gli imprenditori edicolanti? Nessun potere decisionale su
nessuno degli aspetti che riguardano la nostra fonte di reddito. E'
questo che le OOSS definiscono protezione della categoria e dei suoi
diritti?
5. 21% PER I QUOTIDIANI E PERIODICI NEL CASO IN CUI LA RETE DI VENDITA
DEBBA PROCEDERE AL COMPIEGAMENTO DI UNO O PIU' INSERTI AVVIATI
SEPARATAMENTE SENZA PREZZO DI VENDITA AUTONOMO O NON AUMENTINO IL
PREZZO DI COPERTINA IN MISURA DEL 30% DI QUELLO ABITUALE.
6. NEL CASO DI DUE O PIU' PUBBLICAZIONI QUOTIDIANE E/O PERIODICHE NON
PERVENGANO IN FORMA ABBINATA E/O ASSEMBLATA TRA LORO, MA CHE DEBBONO
ESSERE VENDUTE CONGIUNTAMENTE, SARA' RICONOSCIUTA ALLA RETE DI VENDITA
LA PERCENTUALE DI SCONTO DI CUI AL PUNTO A SUL PREZZO ABITUALE DI
VENDITA DI OGNI SINGOLA TESTATA.
L'orientamente degli editori di quotidiani è molto chiaro. Decine di
inserti stanno invadendo le edicole. Veri e propri magazine con
foliazione pari o superiore a quella di settimanali e mensili, regalati
o ceduti ad un prezzo simbolico insieme al quotidiano. Sono sempre più
i clienti che lasciano sugli scaffali riviste a prezzo pieno in favore
di questi supplementi. Tutto questo comporta notevoli perdite di
incasso per le edicole. Allora perchè le OOSS giustificano che Novella
2000 o Intimità ci riconoscano un aggio superiore al Corriere con
allegato l'inserto Orologi, l'apertura della Scala, l'inserto regionale
e Io Donna con magari Casa?
Che dire di tutte le pubblicazione che giungono in edicola banded?
Perchè le edicole devono vedersi riconoscere il giusto aggio solo se li
vendono abbinati, per esempio, Il Resto del Carlino + Gazzetta dello
Sport venduti a euro 0,90 con aggio su euro 1,80, mentre per Telesette
+ Viversani venduti insieme a euro 0,80 oppure Chi + Donna Moderna
venduti a euro 2,20 non deve essere riconosciuto l'aggio sul prezzo
pieno delle tue testate solo perchè giungono in vendita cellophanati?
E' inammissibile!
Seguendo lo schema che avete consegnato in mani FIEG, se ci ritenete
imprenditori e non dipendenti degli editori non pagati, il compenso da
richiedere, per non essere un insulto al nostro lavoro e adeguato
all'attuale situazione, dovrebbe essere il seguente:
QUOTIDIANI
30% sul prezzo normale del quotidiano con foliazione non superiore a 60
pagine.
30% calcolato sul prezzo normale di vendita in caso di cut-price
30% calcolato sul prezzo normale in caso di omaggio/regalo (ad esempio
Resto del Carlino + Gazzetta dello Sport a 0,90. Compenso 30% calcolato
su 1,80)
Maggiorazione in percentuale su aumento di foliazione del quotidiano in
caso di numero di pagine superiore a 60 (esempio quotidiano a 90
pagine, ovvero il 50% in più delle 60 indicate come foliazione massima,
compenso aumentato del 50%).
INSERTI DI QUOTIDIANI
- inserto sino a 4 pagine = compenso 0,10 cadauno
- inserto da 5 a 20 pagine = compenso 0,15 cadauno
- inserto da 21 a 50 pagine = compenso 0,20 cadauno
- inserto da 51 a 100 pagine = compenso 0,30 cadauno
- inserto di oltre 101 pagine = compenso 0,50 cadauno
I compensi per gli inserti inviati sono considerati comunque lavorati e
vengono corrisposti anche in caso di mancata vendita (resa). Per gli
inserti che prevedono un sovraprezzo (ad esempio Io Donna o Venerdi),
oltre al compenso previsto per gli inserti, viene corrisposto il
compenso previsto dal prezzo di copertina (ad esempio Io Donna di
pagine 120. Copie inviate 50, copie vendute 40 copie rese 10. Compenso
sulle 50 copie lavorate x 0,50 = 25 euro PIU' compenso sulle 40
copie vendute x 0,30 x 30% = 3,6 euro. Compenso totale 28,6 euro oltre
al compenso normale per la vendita delle 40 copie del Corriere)
EXTRA COMPENSO QUOTIDIANI
Oltre al 30% previsto dall'attuale accordo, si prevede uno sconto
superiore di 10 punti rispetto agli sconti previsti per gli abbonati.
(Esempio: se un quotidiano offre un abbonamento con il 40% di sconto
dovrà riconoscere alla rete di vendita uno sconto del 50% per lo stesso
quotidiano)
SETTIMANALI E MENSILI
Compenso minimo previsto a prescindere dal prezzo di vendita: 0,30 a
pezzo.
Compenso normale: 30%.
Compenso sui cut price pari al 30% sul prezzo normale
Compenso sui panini pari al 30% sui prezzi normali (esempio: rivista A
venduta normalmente a 2 euro + rivista B venduta normalmente a 1,50,
vendute in panino a 2,10. Compenso: 30% calcolato su 3,50 euro)
Extra compenso previsto: 10 punti percentuali in più rispetto agli
sconti previsti per gli abbonati (vedi quanto scritto per i quotidiani)
ENCICLOPEDIE
30% calcolato sul prezzo normale di vendita, compresi i numeri 1 e 2
venduti in cut-price
RICOPERTINATI
50% con ricevimento facoltativo
EXTRA PERIODICITA'
50% con ricevimento facoltativo
EXTRA QUOTIDIANI, SETTIMANALI E MENSILI
50% con ricevimento facoltativo
CONTRATTO ESTIMATORIO
Applicazione in toto di quanto previsto per legge, quindi i quotidiani
e settimanali si pagano dopo una settimana ed i mensili dopo un mese al
netto della relativa resa. Gli extra mensili li pagheremo al venduto.
Il contratto estimatorio esiste solo se si paga il venduto, non il
fornito.
7. QUOTE DI SERVIZIO. AL FINE DI CONSENTIRE UN CONTINUO E FATTIVO
RAPPORTO TRA LE AZIENDE EDITORIALI, AGENZIE DI DISTRIBUZIONE LOCALE E
SINGOLO PUNTO VENDITA, LE OOSS DEI RIVENDITORI FIRMATARI DEL PRESENTE
ACCORDO, FORNIRANNO ANNUALMENTE A TUTTI I RIVENDITORI, PER IL TRAMITE
DELLE AGENZIE DI DISTRIBUZIONE LOCALE, UNA MODULISTICA CONTENENTE LE
SEGUENTI INDICAZIONI: GIACENZE, RICHIESTE DI RIFORNIMENTI, RICHIESTE DI
ARRETRATI, MANCANZE IN ARRIVO, DIFFERENZA SULLE RESE, RICHIESTA
VARIAZIONI FORNITURE, COMUNICAZIONI VARIE.
A FRONTE DEI COSTI SOSTENUTI DALLE OOSS PER L'APPRONTAMENTO DI TALE
MODULISTICA, LE STESSE, CONGIUNTAMENTE, FATTURERANNO ALLA FIEG, O A
SOCIETA' DA ESSA INDICATA, UN COMPENSO DEFINITO CON UN ACCORDO A LATERE.
Alla fine della lettura delle proposte presentate alla FIEG, di fronte
alla mancanza di richieste che potrebbero aiutare la categoria ad
uscire dal baratro economico nel quale è sprofondata per le politiche
editoriali (richiedere il 20% di aggio è un insulto per i 38mila
edicolanti italiani), davanti alla totale assenza di rivendicazioni su
molti aspetti per i quali gli editori sono inadempienti nei confronti
della rete di vendita (adeguate forniture, equa distribuzione e
fornitura, cavilli per cui non ci viene riconosciuto il 5% aggiuntivo
sui libri facenti parte di collane periodiche), esiste invece la
richiesta precisa di un finanziamento alle OOSS per un servizio NON
RICHIESTO e NON UTILE alla categoria. Chi di noi ha bisogno di moduli
cartacei per segnalare mancanze, giacenze, richieste di rifornimenti,
etc? Li fornisce GRATUITAMENTE il DL quando, come già succede in molti
casi, la relazione cartacea non è stata del tutto abolita per una
gestione informatizzata. E diversamente, richieste su carta semplice
sono state sufficienti fino ad oggi. Qual è lo scopo di questa
richiesta delle firme sindacali? Dato che molti edicolanti non pagano
la tessera (ovvero, i reali iscritti sono una minoranza rispetto ai
12.000 sbandierati dal SI.NA.G.I. o i 10.000 vantati dallo Snag) le OOSS
pensano di chiedere un sostanzioso contributo non meglio quantificato
alla FIEG, ovvero alla controparte, dalla quale dovrebbero invece
ottenere condizioni dignitose per la categoria che pretendono di
rappresentare? E' VERGOGNOSO!
Per tutti questi motivi, non accetteremo un Accordo Nazionale basato su
queste premesse.
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_________________ Gianfranco
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